* L’attività psicomotoria nelle scuole d’infanzia di Bologna

  di Gabriele Ventura

 

Il dati di criticità emergenti nel sistema educativo e nel sistema sanitario

in ordine ai fenomeni disagio e al tema della prevenzione

I processi che caratterizzano i percorsi di maturazione e sviluppo dei bambini in età prescolare nell’ambito del contesto socioculturale locale costituiscono uno dei punti di riferimento necessari per l’elaborazione del progetto educativo e del piano dell’offerta formativa nelle scuole d’infanzia della città di Bologna, così come di tutte le medio-grandi città del nostro Paese.

Il contesto sociale contemporaneo, con particolare riferimento alle aree urbane e metropolitane caratterizzate da profondi processi di frammentazione, produce conseguenze evidenti nei percorsi di sviluppo formativo dei bambini fin dalla prima infanzia.

Si evidenziano nell’ambito dei servizi educativi e scolastici fenomeni diffusi di distorsione delle modalità di sviluppo e di formazione tradizionali, che presentano disturbi per quanto riguarda:

  • il linguaggio
  • il corpo e il movimento
  • la relazione interpersonale

  • la relazione con l’ambiente e le cose.

D’altra parte l’azzeramento delle possibilità di intervento dei tecnici sociosanitari delle AUSL nel campo della prevenzione (emerge piuttosto preoccupante il fenomeno delle liste di attesa nel campo della riabilitazione, laddove una ricerca recente della regione Emilia Romagna certifica una media di 12 ore/anno complessive di riabilitazione dedicate per ciascun bambino disabile certificato) pone un problema ineludibile per tutti i soggetti gestori di servizi e istituzioni educative e scolastiche che vogliano affrontare efficacemente i fenomeni diffusi di disagio in un’ottica di prevenzione e di gestione, con strumenti di carattere educativo e pedagogico-didattico, in tutti i casi in cui tutto ciò risulti pertinente e possibile.

Si tratta in definitiva di pensare e poi creare le condizioni strutturali per un reperimento di professionalità specialistiche sussidiarie nell’ambito del coordinamento pedagogico dei servizi educativi e scolastici, in forma stabile e continuativa, allargando il concetto di coordinamento pedagogico, così come si è definito nel corso degli ultimi trent’anni nella nostra regione.